THE MAN WITH THE PINK FUR

The Walking Dead (TWD) UPDATE - Queer as Dead, vociferazioni in attesa della quinta stagione

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Ebbene no,

ad un giovane e paziente fanatico del tubo catodico non viene concessa tregua nemmeno in un caldo (ma non troppo) sabato pomeriggio, di inizio autunno.

Stavo tranquillamente compilando la mia tanto utile agenda pro-telefilm, segnando le date di inizio di tutte le serie che questa stagione ricominceranno sugli schermi americani (e non, considerato il mio recente compromesso anche con la buona fiction italiana), quand’ecco che durante la più tranquilla e annoiata ricerca su Google, mi capita fra le mani questo articolo.

Daryl Dixon, l’arciere più accattivante, silenzioso - ed emotivo - sopravvissuto dopo la catastrofe che ha trasformato il mondo in un esercito affamato di zombie, (sospettato) gay.

Uno scherzo? Un pettegolezzo fan-made? Una fasulla chicca pubblicitaria?

Il dubbio è paralizzante.

La notizia è tutt’al più curiosa.

Sia chiaro, la svolta non mi dispiacerebbe, anzi, mi azzardo ad affermare che la troverei addirittura relativamente intelligente; l’uomo è misterioso, dimostra fieramente virilità come Russel Crowe ne Il Gladiatore, e dispensa dolcezza come il Vagabondo mentre addenta uno spaghetto. E’ un guerriero affidabile, è un personaggio già sufficientemente amato (per non dire con il culo parato) per potersi permettere un lieve cambio di rotta; e di cambio di rotta parlo, perché nelle prime quattro stagioni la costruzione del suo rapporto con Carol ha convinto i milioni di fan della serie a credere in una mai ammessa intesa reciproca, più intensa di quella che scorre fra due sfortunati sopravvissuti, più vicina alla complicità di due amanti.

E per primo, ponendomi come fan della coppia ancora-non-accoppiata, manifesto anche parte di una (inutile) delusione nel caso tutto ciò si rivelasse effettivo.

Ma considerando che queste idee provengono dalla stessa mente da cui è stato partorito il fumetto, e non soltanto dalle deliranti affermazioni di un folle già cacciato dal set, mi limiterò ad accettare le decisioni prese da chi, negli ultimi quattro anni, mi ha dato più motivi per fidarmi di lui piuttosto che ragioni di averne paura.

Che dire?

Che Rick Grimes ci assista.

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Kinder Maxxi

— 2 giorni fa con 2 note
#the walking dead  #series  #season 5  #daryl dixon  #rick grimes  #telefilm  #gay  #film  #la stampa  #anticipazioni  #spoiler  #norman reedus  #tv 

#wirsindallefreaks

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American Horror Story Freakshow

10 / 08 / 14

(teaser 14)

— 4 giorni fa con 1 nota
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Vogue Italia: 50th Anniversary of Fashion

party event

— 4 giorni fa
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VISTI DAL MIO DIVANO #36 - LOST & Insicure, You Found Me (You Found Me), altrimenti: Buon Compleanno LOST

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22 / 09 / 2004

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Verosimilmente, io stavo ancora alla quarta stagione di Buffy, mi lamentavo dei miei compagni di classe e facevo merenda con cinque mandarini zuccherati.

Non ero consapevole di ciò che, contemporaneamente (eludendo egoisticamente i disagi del fuso orario), quella sera stava nascendo, oltreoceano, in una televisione che per me si configurava come uno specchio riformante di un mondo delle meraviglie, il mondo dei miei eroi o, per essere intellettualmente onesti, delle mie eroine.

Ma l’avanguardia non si interessava alla mia ignoranza neo-adolescenziale.

E il 22 settembre del 2004, esattamente dieci anni ad oggi, non un secondo di più, non un secondo di meno, l’episodio pilota, il fantomatico, atteso, temuto, tremolante 1x01 della serie che avrebbe ridisegnato il confine stesso del fare serialità in una televisione generalista e commerciale, nato dalla mente perversamente geniale di J. J. Abrams e coadiuvato da altri (validi?) collaboratori, finalmente andava in onda.

Sfidando non una televisione, nemmeno un pubblico troppo precocemente invecchiato, ma sfidando un sistema.

Lost.

Lo stesso telefilm che di lì a pochi mesi sarebbe entrato anche nel mio salotto, che di lì a pochi anni sarebbe entrato nella mia preziosa e ben custodita collezione di dvd, che di lì a pochi schiocchi di dita sarebbe entrato nella leggenda, quella sera salutava per la prima volta il suo pubblico, aprendo il tendone a noi poveri comuni mortali (plurale maiestatis) e si accingeva a sconvolgere la nostra infima e annoiata esistenza, deciso a trasformarla in un’unica e probabilmente irripetibile esperienza mistica.

Buon compleanno, Lost.

Buon compleanno a tutti quelli a cui, nella tua minuscola enormità, hai sconvolto la vita, per lo meno, una sera a settimana per sei, lunghi, troppo corti anni.

Poteva non essere la nave di Penny, ma di sicuro tu sei stato un’ancora sicura.

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Ah, che poi a me Locke, mi è sempre stato sul culo.

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Kinder Maxxi

— 1 settimana fa
#lost  #j j abrams  #damon lindelof  #series  #telefilm  #buffy  #usa  #birthday  #10 years  #not penny's boat  #visti dal mio divano 
80, SOPHIA - Tanti Auguri ad una Diva (La Ciociara fa ottant’anni)

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Sophia Loren, 1994, Hall of Fame - Hollywood

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Gli ottant’anni, cifra tonda, di una diva, una Diva Italiana, prima di essere all’Italiana.

E mi piace riguardarla così, scegliendo fra le innumerevoli foto gelosamente conservate nel mio Pc. Mi piace riguardarla già adulta, nel giorno in cui perfino la cultura popolare hollywoodiana e, per conseguenza, americana ha deciso di riconoscerla in quanto Stella.

Sempre elegante, sempre sofisticata, sempre mediterranea.

Ma a che serve aggiungere elogi e decantarla come fossi Omero?

Bastano due parole, e hop, per dirla alla Julie Andrews nei giorni in cui si accingeva a vincere l’Oscar come Miglior Attrice Protagonista per Mary Poppins: e hop, il gioco vien.

Sophia Loren.

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Buon compleanno, Musa.

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Kinder Maxxi

— 1 settimana fa con 1 nota
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